La Puglia, l’Italia, l’europa e le energie rinnovabili Green Economy

Daniele Patruno, Giandomenico Fascina e Raffaele Maggiore

C’è molta confusione all’interno della società odierna all’ascolto di questa parola: la Green Economy è la capacità dell’uomo di sfruttare al meglio le risorse che il nostro pianeta ci offre, senza causare impatti devastanti. Questo termine fu coniato nel 2006 in seguito ai risultati del Rapporto Stern che analizzò dettagliatamente il peso dei cambiamenti climatici sulla Terra, scoprendo che causavano un saldo negativo sul PIL (Prodotto Interno Lordo) mondiale, comportando grandi perdite economiche.

Per ovviare a questi problemi, gli scienziati hanno studiato nuovi metodi per salvaguardare e controllare le principali fonti vitali. Nel 2019 il PIL italiano ha recuperato negli ultimi quattro anni circa 20 miliardi di euro. Tutto ciò è stato possibile anche grazie all’utilizzo di nuove tecnologie come le pale eoliche e i pannelli solari. Queste innovazioni sfruttano al meglio l’energia eolica, l’energia termica, fotovoltaica e concentrata, l’energia idroelettrica, l’energia maremotrice, l’energia geotermica, i biocombustibili e la parte rinnovabile dei rifiuti. Nel nostro paese, in seguito alle nuove tecnologie, nel 2019, l’emissione di gas serra è diminuita del 17% rispetto agli anni passati. In particolare la Puglia si trova al primo posto tra le regioni con i risparmi più alti nel 2018/19. Per quanto riguarda  l’energia eolica, tramite i 1180 impianti presenti sul territorio la regione ha prodotto 2.503,51 MW; produce circa 3750 GWh grazie ai pannelli solari. Il tacco d’Italia possiede circa 44mila impianti da fonti rinnovabili. L’ammontare di queste tecnologie eco-sostenibili sul territorio pugliese è del 97,9% per gli impianti fotovoltaici, dell’1,9% per quelli eolici e il restante 0,2% costituito da impianti idroelettrici e alimentati da biomasse. Perciò i comuni riescono a produrre circa 9940 GWh/anno, aiutando il processo di decarbonizzazione. 

Per quanto riguarda l’Italia, i dati ci parlano di una produzione nel 2019 che si avvicina ai 27,4 miliardi KWh, ovvero l’88,2 % del fabbisogno nazionale. La produzione interna è aumentata del 3,7% (più dei consumi, quindi, il che evidenzia il tasso positivo netto verso l’obiettivo dell’autonomia), ma con andamenti differenziati tra le varie fonti rinnovabili di approvvigionamento:

  • Geotermico + 0,4%;
  • Gotovoltaico + 5,3%;
  • Termico + 9,2%;
  • Idroelettrico – 1,1%;
  • Eolico -30%.

A livello europeo l’Italia è nella media per l’utilizzo delle energie rinnovabili e ha già raggiunto l’obiettivo prefissato per il 2020.

A guidare i paesi dell’Ue in questo campo è la Svezia con circa 55 GW/h prodotti dal 2017 ad oggi. A chiudere la classifica con un bilancio altamente negativo ma ragionevole di circa 5 GW/h prodotti dal 2017 è il Lussemburgo. Rispetto ai paesi nordici e scandinavi siamo indietro, ma superiamo nazioni importanti come la Francia. In particolare per quanto riguarda l’utilizzo dell’energia eolica, il 90% della produzione si concentra in 8 Paesi. Qui è la Germania a primeggiare, seguita da Spagna, Danimarca, Italia, Regno Unito, Portogallo, Francia e Paesi Bassi. Interessante è la provincia ispanica della Navarra, una comunità autonoma che ha programmato di raggiungere il 100% di energie rinnovabili entro la fine del 2020. 

Durante il COP 25, tenutosi nel dicembre 2019, Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, ha ribadito la volontà di rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Ha chiesto anche di rispettare l’accordo di Parigi ovvero di abbassare l’emissione di gas serra così da ridurre la temperatura media globale di 1.5 °C.

Oggi l’utilizzo delle energie rinnovabili è fondamentale e in continuo sviluppo, dagli Stati più piccoli a quelle maggiormente importanti. Dalla Puglia fino ad arrivare ai grandi Paesi dell’Ue i segnali sono molto confortanti. Finalmente si è arrivati a capire che il futuro, ma soprattutto il presente, è questo; inoltre, il rispetto per l’ambiente pian piano sta aumentando e ciò non fa altro che renderci più ottimisti per noi e i nostri figli.     

Sitografia:
http://www.ec.europa.eu, http://www.asvis.it, http://www.money.com, http://www.statigenerali.org, http://www.qualenergia.it, http://www.oppo.it, http://www.alternativasostenibile.it, http://www.punto-informatico.it, http://www.comunirinnovabili.it, http://www.consilium.europa.eu.

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