Inquinamento atmosferico

Jennifer Albergo e Giovanni Greco

L’inquinamento atmosferico sta danneggiando la salute umana e gli ecosistemi. Larghe fasce della popolazione non vivono in un ambiente sano, in base alle norme attuali. Per imboccare un cammino sostenibile, l’Europa dovrà essere ambiziosa e andare oltre la legislazione attuale.”

Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA

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Cos’è l’inquinamento atmosferico?

Per inquinamento atmosferico o inquinamento da smog si intende l’immissione nell’aria di sostanze chimiche e gassose che modificano la struttura e la composizione naturale dell’atmosfera terrestre. 

Da cosa è derivato?

È derivato dall’utilizzo di combustibili fossili nella produzione di elettricità, nei trasporti, nell’industria e nelle abitazioni, dai processi industriali e l’utilizzo di solventi, per esempio nell’industria chimica e mineraria, dalle sostanze chimiche utilizzate nei pesticidi e altri prodotti utilizzati nell’agricoltura, nel trattamento dei rifiuti, dalle eruzioni vulcaniche, polveri aerodiffuse ed emissioni di composti organici volatili provenienti dalle piante.

Quali conseguenze comporta?

Comporta conseguenze ambientali come: piogge acide, ingrandimento del buco dell’ozono ed effetto serra. 

Mentre per quanto riguarda l’uomo il recente rapporto Global Burden of Disease 2010 annovera l’inquinamento atmosferico tra i dieci principali rischi per la salute pubblica e lo considera legato al 20% della mortalità per malattie respiratorie, i problemi che ne derivano comporta più possibilità di contrarre malattie come:

  • Tumore al seno;
  • Asma;
  • Bronchite cronica;
  • Broncocostrizione.

Ci sono delle soluzioni?

Il problema dell’inquinamento dell’aria ha origine nel Settecento, quando cominciò l’immissione nell’atmosfera di grandi quantità di anidride carbonica. Era il risultato della combustione del carbone, che faceva funzionare le macchine a vapore, protagoniste della Prima rivoluzione industriale. Da allora è stato un crescendo: diffusione di fabbriche, navi, ferrovie, centrali termoelettriche, automobili.

Per poter mettere un freno a questa piaga del nuovo millennio e risanare l’aria che respiriamo sarebbe necessario un intervento su grande scala in più ambiti.

L’impiego di fonti energetiche rinnovabili -ad esempio sfruttando l’energia eolica o solare- e perlomeno la riduzione dell’utilizzo delle auto (che in realtà dovrebbero essere sostituite con auto tecnologicamente progettate per non inquinare). La necessità di muoversi su grandi distanze o in città può risolversi con l’utilizzo di mezzi pubblici che permettono la diminuzione di smog e gas tossici. 

Gran parte dell’inquinamento è prodotto non solo dal movimento ma anche dalla staticità. La polluzione degli edifici infatti è notevole, si potrebbero apportare modifiche alle strutture e alle utenze per diminuire così il fabbisogno energetico richiesto. 

Anche l’uso delle biomasse legnose per il riscaldamento è ciò che provoca una così massiccia presenza di particolato nell’aria. Devono perciò essere varate delle linee guida a livello nazionale sull’utilizzo delle biomasse per il riscaldamento domestico e la tecnologia da adottare, favorendo la diffusione di tecnologie ad alta efficienza e basse, o nulle, emissioni.

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